Understanding the Market

Comprendere i dati dell’economia americana

Posted on Agosto 7, 2008 • English

I dati dell’economia americana vengono pubblicati praticamente ogni giorno da diverse fonti (sia governative sia private). I partecipanti al mercato usano questi dati per stimare la crescita dell’economia e le implicazioni per la valutazione di asset particolari. Una crescita economica forte probabilmente significa forti vendite e profitti, ma può anche significare che la Federal Reserve alzerà i tassi.

I calendari economici che segnalano quali dati saranno resi pubblici sono disponibili ad esempio in rete (per esempio vedi questo calendario). Gli investitori che non hanno la possibilità di analizzare loro stessi i dati sanno quando questi saranno pubblicati e si fanno un’idea di che cosa si aspetta il mercato. I prezzi del mercato tendono a essere molto volatili quando dati importanti vengono pubblicati; i trader esperti sono consci di queste pubblicazioni e le incorporano nella loro strategia di trading.

Questo articolo descrive alcune delle pubblicazioni più importanti e come queste influenzino i mercati. I numeri dell’economia statunitense di solito partono da questionari compilati da aziende e famiglie. Con una popolazione di 300 milioni di persone, è difficile avere i dati in tempo reale. Ci sono un certo numero di enti governativi (e alcune società private) che calcolano i dati economici e li pubblicano su base regolare.

Molti economisti tentano di prevedere i dati e alcune previsioni sono ampiamente disponibili. Un calendario economico (questo per esempio) spesso include i dati relativi all’aspettativa e le previsioni degli analisti. Inoltre esistono previsioni non pubbliche, i cosiddetti “whisper numbers” che circolano tra i trader prima di un annuncio.
I numeri in sé non sono così importanti come quando vengono paragonati ai numeri attesi. Per esempio, prendete in considerazione i tipici report sull’occupazione. Il numero che attira più interesse, quello che va sulle prime pagine dei giornali è quello relativo ai nuovi posti di lavoro (il numero è preso dai sondaggi fatti presso le aziende, per maggiori informazioni guarda il saggio sui report dell’occupazione). In un mese qualunque, il numero di nuovi posti di lavoro aumenta di circa 100.000 posti o giù di lì. Quindi, probabilmente l’aspettativa del mercato è di 100.000 unità. Un numero più elevato porta gli operatori di mercato a pensare che le aziende stiano assumendo di più e che l’economia stia crescendo un modo più forte, un numero più basso che ci sia un rallentamento dell’economia stessa.

Poi, all’avvicinarsi della pubblicazione del dato, potrebbe esserci un “whisper number” del valore di 150.000 unità, una stima fatta da un analista di fama che potrebbe avere più credibilità o migliori informazioni. Se il numero si attesta sotto a 150.000 (anche se è superiore a 100.000) potrebbe essere considerato un dato debole.

Per complicare ulteriormente la situazione, il report sull’occupazione rivede i dati degli ultimi mesi. Se il mese corrente è un po’ più debole dell’atteso, ma gli ultimi mesi sono stati rivisti, i trader potrebbero vedere i numeri correnti come superiori alle attese. Infine ci sono molti altri numeri nei report oltre a questi. Il report sull’occupazione contiene circa 20 sezioni piene di tabelle e grafici (clicca qui) e un analista brillante potrebbe trovare proprio in una di queste sezioni un elemento che dà un punto di vista diverso sul mercato del lavoro, rispetto al numero pubblicato in prima pagina. Ma tutto questo si trasforma di solito in un articolo banale il giorno dopo tra i titoli “il mercato vola grazie alla crescita dell’occupazione” o “il mercato vola nonostante i dati sull’occupazione”.

Questa è un’altra importante distinzione tra i dati dei sondaggi, come il dato sulla fiducia del Michigan o l’ISM o Purchasing Manager’s Index (dove i singoli cittadini e gli industriali indicano che cosa hanno intenzione di fare) e i dati reali come le vendite al dettaglio o la distribuzione dei beni durevoli (che misura esattamente cosa fanno i singoli cittadini o gli industriali). In generale, i dati dei sondaggi sono più facili da raccogliere, possono essere pubblicati più rapidamente e possono indicare che cosa accadrà in futuro, mentre i dati reali sono difficili da raccogliere, vengono pubblicati più lentamente e indicano solo che cosa è successo nel passato. Ma è importante notare che le persone spesso dichiarano cose nei sondaggi che non sono coerenti con quello che fanno. Il problema dei sondaggi e delle previsioni elettorali è ben conosciuto, ma a volte le stesse persone che criticano i sondaggi elettorali hanno poi una fiducia cieca nell’indice ISM e nel PMI. I numeri dei sondaggi possono essere utili, ma dovrebbero essere visti, nel migliore dei casi, come una grezza approssimazione alla realtà sottostante.

Alcuni potrebbero sostenere che questa distinzione sia arbitraria, poiché i dati reali sono sondaggi essi stessi. Il governo non calcola tutte le vendite al dettaglio in determinato mese, ma stima un ammontare di vendite al dettaglio partendo da una ricerca condotta su alcuni dettaglianti. Ma il punto importante è che questo è un sondaggio su quello che è veramente accaduto in quei negozi e non l’opinione del proprietario su come sono andati gli affari.

Un punto ulteriore è che alcuni dei dati sono solo degli input in altre pubblicazioni. Il dipartimento del commercio pubblica ogni mese il dato sui consumi e un report trimestrale sul PIL che include i consumi trimestrali (la somma dei tre dati mensili sui consumi). Analisti più attenti potrebbero replicare il lavoro fatto dal dipartimento del commercio e avere una buona stima dei dati trimestrali di PIL prima della pubblicazione ufficiali. Mettere insieme i pezzi del puzzle è sia un’arte sia una scienza; gli utilizzatori attenti delle ricerche economiche dovrebbero essere in grado di distinguere tra chi ha speso del tempo a interpretare i numeri e chi non lo ha fatto.

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