Understanding the Market

Capire i report sulle vendite al dettaglio

Posted on Luglio 30, 2008 • English

Le vendite al dettaglio, dopo il report sull’occupazione, sono il secondo dato macroeconomico più importante che viene pubblicato negli Stati Uniti (qui trovi le date di pubblicazione). Di solito arrivano circa 9 giorni lavorativi dall’inizio del mese (attorno al 14) e circa dieci giorni dopo il report sull’occupazione.

I consumi personali di beni rappresenta circa il 28% del PIL (i consumi pro capite di beni e servizi o PCE - Personal consumption expenditure è circa il 70% del PIL, e include tra gli altri, la casa e le spese mediche). Quindi più o meno entro la metà del mese successivo abbiamo una stima grezza della performance di oltre ¼ del PIL. Ma, come vedremo più avanti, la stima è proprio grezza.

Il “Report preliminare sulle vendite al dettaglio” (“Advance retail sales report”, che è il primo dato che viene pubblicato) passa in rassegna 5000 aziende, di cui 1300 grandi aziende fanno sempre parte del campione, e le altre sono scelte su base casuale per rappresentare l’intero universo dell’industria al dettaglio (qui trovi dettagli sull’Advanced report). Un mese dopo viene pubblicato la revisione, il report Monthly Report Retail Trade Survey (Rassegna mensile del commercio al dettaglio), che rende conto di 12.000 aziende al dettaglio, incluse le 3000 aziende più grandi e un altro migliaia di società che sono le più grandi nei settori di riferimento.

Dato che il campione cambia, la revisione dei dati spesso è molto profonda; in una delle ultime pubblicazioni il censimento ha stimato che il 90% dell’intervallo di confidenza del “report preliminare” era ± 0,5%, il che significa che se la stima mensile è per esempio di +0,4%, il numero reale potrebbe essere compreso tra -0,1% e + 0.9%, ma c’è anche una piccola probabilità (circa il 10%) che sia fuori da questa forchetta di riferimento. L’intervallo di confidenza del 90% per il report mensile (che è il dato di due mesi prima) è considerevolmente più piccolo, ±0,2%. Se non vi è chiaro perché è stato usato un linguaggio statistico, il messaggio è che i dati preliminari sono meno veritieri dei dati rivisti, ma sono meglio di niente.

Il questionario compilato dalle aziende è abbastanza semplice (vedi il pdf di un sondaggio), e chiede il fatturato, l’e-commerce e il numero di punti vendita. Un punto importante è che il questionario non menziona i prezzi, solo il fatturato. Un punto importante è che i dati di vendita al dettaglio sono nominali e non adeguati all’inflazione; gli analisti prudenti correggeranno questi dati per l’inflazione corrente per ottenere una misura delle reali attività.

Infine, gli analisti scrupolosi del PIL esamineranno le parti dei report delle vendite al dettaglio che il dipartimento del commercio usa per calcolare il PCE. Il dipartimento utilizza fonti aggiuntive per alcuni dei dati inclusi nel report delle vendite al dettaglio (per esempio macchine, camion e benzina); qui trovi i dettagli.

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One Response to “Capire i report sulle vendite al dettaglio”

  1. L’agenda dei dati macro americani : Capire il Mercato on Agosto 27th, 2008 13:44

    [...] Vendite al dettaglio (descrizione) [...]