Understanding the Market

Capire i dati sulle richieste di sussidio

Posted on Luglio 17, 2008 • English

Ogni giovedì alle 8.30 del mattino sull’Atlantico, l’ente delle statistiche (BLS) pubblica i dati sul numero di richieste di sussidio (qui o qui trovi gli ultimi report). Negli Stati Uniti la maggior parte dei dipendenti paga una piccola tassa per l’assicurazione in caso di disoccupazione; in generale, se un lavoratore ha lavorato per più di un anno e perde il lavoro per cause non dipendenti dalla sua volontà, può richiedere un sussidio di disoccupazione, anche se non tutte le richieste hanno esito positivo (qui trovi maggiori informazioni). Per continuare a ricevere i sussidi, il lavoratore deve essere molto interessato a un lavoro (pronto e desideroso di accettare un lavoro consono e continuare a fare tutti gli sforzi possibili per trovarlo). I sussidi sono legati allo stipendio che il lavoratore guadagnava e corrispondono a circa la metà del compenso settimanale per la maggior parte dei lavoratori.

Il grande vantaggio di questi dati è che sono tempestivi: ogni giovedì vengono divulgati i dati relativi alla settimana terminata il sabato prima (5 giorni prima quindi) insieme alle revisioni dei dati della settimana precedente. Al contrario il rapporto sull’occupazione viene pubblicato circa tre settimane dopo che i dati sono stati pubblicati e la maggior parte degli altri dati ancora più tardi.

Il principale svantaggio è che questi dati sono fuorvianti: ci sono molti motivi diversi dall’andamento economico, per i quali un datore di lavoro può licenziare i suoi dipendenti. Ci sono ciclicità stagionali (per esempio ci sono molti lavoratori al dettaglio che vengono assunti prima di Natale e che vengono licenziati subito dopo; grandi gruppi industriali spesso chiudono le fabbriche per la manutenzione o per organizzare la messa in produzione di nuovi prodotti e licenziano temporaneamente i lavoratori; questo consente ai lavoratori di prendere un po’ di denaro dal governo quando i datori di lavoro non li vogliono).

Senza entrare troppo nel dettaglio, la procedura di aggiustamento del BLS (l’istituto di statistica statunitense, ndr), quella cioè per destagionalizzare i dati, è un po’ misteriosa. I fattori stagionali utilizzati per adeguare i dati relativi agli ultimi dati fino ad aprile 2009 possono essere trovati qui.

All’inizio di gennaio, il fattore stagionale arriva a 173, e questo significa che il numero reale di richieste di sussidi viene diviso per 1,73 per ottenere un numero più “puro”, destagionalizzato; in settembre il fattore stagionale è 76 e questo significa che il numero reale di richieste di sussidi è diviso per 0.76, e quindi il numero reale di richieste di sussidi, se riportato su base non stagionale, passa da 300.000 a 395.00. Se poi si scompone in fattori e si considerano settimane di 4 giorni (ci sono circa 12 feste nazionali più altre feste statali) si può capire come risulti difficile mettere troppa enfasi sul numero relativo a una sola settimana.

Per questa ragione, alcuni analisti preferiscono considerare il dato della media a quattro settimane per cercare di smussare l’eccessiva varianza di alcuni dati. Ci sono stati diversi casi negli scorsi anni in cui le richieste dei sussidi erano alte (o basse) in maniera consistente per una settimana e poi ritornavano nel range di riferimento dei mesi precedenti.

In generale, negli ultimi anni, quando l’economia sta andando bene, il numero medio di richieste di sussidio è di circa 300.000; quando l’economia è in recessione è di circa 400.000. Una parte importante dell’economia statunitense (soprattutto rispetto alle economie europee) è l’elevato ricambio nel mercato del lavoro. Considerate un mese in cui il mercato del lavoro è debole, l’occupazione è scesa di 100.000 unità e le richiese di sussidio sono di circa 400.000: un calcolo approssimativo ci direbbe che 1.6 milioni di persone ha perso il proprio lavoro (4 settimane da 400.000) e che 1.5 milioni di persone ha trovato lavoro (risultante da un numero netto di lavori sceso di 100.000 unità). Quindi anche in un mese “pessimo”, circa un 1,5 milioni di americani sono stati assunti per un nuovo posto di lavoro. Il dinamismo dell’economia americana significa che le aziende licenziano i lavoratori su base regolare, ma ci sono di solito altre aziende che assumono.

Oltre alle richieste di sussidi, il BLS pubblica anche i dati relativi alle richieste di sussidio continuative. Un lavoratore che perde il lavoro richiede il sussidio una volta, ma potrebbe continuare a riceverlo per mesi, prima di trovare un altro lavoro. Per continuare a ricevere il sussidio un lavoratore deve compilare degli appositi moduli (qui trovate le caratteristiche per ottenerlo). In generale, durante i buoni periodi economici i lavoratori disoccupati trovano lavoro velocemente e smettono di ricevere il sussidio; gli analisti quindi vedono un numero crescente di sussidi continuativi come un segnale di economia debole. Ma bisogna stare attenti perché c’è un limite di 26 settimane (circa sei mesi) al periodo durante il quale un disoccupato può ricevere il sussidio; dopo questo periodo il lavoratore non può più ricevere i sussidi, anche se non ha trovato un lavoro. Tuttavia, durante i periodi di difficoltà economica il congresso estende questo periodo a 39 settimane.

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