Understanding the Market

Comprendere i dati relativi alla fiducia dei consumatori

Posted on Agosto 26, 2008 • English

Uno dei problemi più grandi che deve affrontare un analista economico è la mancanza di tempestività dei dati pubblicati. La maggior parte dei dati sono pubblicati un mese o due dopo la raccolta stessa, per le difficoltà che si incontrano nel raccoglierli e assemblarli (per esempio, il CPI misura il prezzo di 80.000 beni e il rapporto sull’occupazione intervista 60.000 famiglie e 160.000 aziende; entrambi i report vengono pubblicati circa tre settimane - un mese dopo la raccolta dei dati). Misurare quello che le persone hanno fatto in un’economia di 300.000.000 di residenti è impresa ardua. È molto più semplice contattare un piccolo campione di americani e chiedere loro come vedono la situazione.

I rapporti su come si sentano gli americani vengono chiamati “sondaggi sulla fiducia dei consumatori” o sul sentiment. Ci sono due enti che principalmente misurano il sentiment dei consumatori, il Conference Board e l’Università del Michigan.

Il Conference Board pubblica (tra gli altri) il sondaggio sulla fiducia dei consumatori (a disposizione, previa registrazione, qui trovi una copia omaggio) che chiede a 5000 famiglie, via posta, come si sentono (qui trovi una descrizione della metodologia del Conference Board, che però non è più disponibile sul loro sito). Il centro studi dell’Università del Michigan (qui trovi i dati passati e la descrizione della ricerca, è richiesta la registrazione) telefona a 500 persone negli Stati Uniti (esclusi Alaska e Hawaii) e chiede loro quale sia la loro percezione sullo stato futuro dell’economia.

L’ovvio vantaggio di questi dati è che possono essere pubblicati immediatamente. L’ovvio svantaggio è che i dati misurano quello che la gente dice e non quello che fa. Sebbene entrambi gli enti abbiano pubblicato studi per dimostrare l’utilità dei loro dati, ci sono molti scettici (clicca qui per conoscerne uno) che ritengono che, nella migliore delle ipotesi, questi sondaggi siano in grado di riflettere la situazione economica attuale ma non certo di prevedere quella futura. Uno studio precedente e più attento (vedi qui) ha trovato delle prove che il Conference Board possa essere utile per prevedere il futuro (per dovere di cronaca, bisogna dire che uno dei due co-autori è un ex dipendente del Conference Board, vedi qui). Studi più recenti (vedi qui) sono molto più scettici. I più recenti dati del Conference Board (vedi qui) mostrano che la fiducia è rimasta relativamente alto fino a luglio 2007, poco prima che i problemi legati ai mutui subprime colpissero i mercati e il prezzo del petrolio iniziasse a crescere.

C’è un terzo indice per misurare la fiducia pubblicato dal Washington Post/ABC News che appare ogni settimana e che non attrae lo stesso interesse dei due sondaggi mensili. Si tratta di un’intervista telefonica fatta a 1000 persone adulte scelte a caso (vedi qui per i dettagli) e i dati vengono pubblicati ogni martedì alle 17.00. Puoi vedere i risultati dei precedenti sondaggi qui o vedere una tabella dei dati passati qui. Se si analizzano i dati storici, si scopre che la risposta alla domanda “Descriverebbe lo stato dell’economia nazionale di questi giorni come eccellente, buona, non così buona, pessima” di solito è “non così buona” o “pessima”. Dal 1986 al 2007 ci sono stati solo cinque anni in cui la maggior parte degli intervistati ha descritto l’economia come eccellente o buona, e cioè dal 1997 al 2001. Sebbene l’economia americana abbia una serie di problemi, questa visione sembra in generale troppo pessimistica.

Ci sono altri indici sulla fiducia dei consumatori sulla situazione economica (li trovi qui; ci sono anche un certo numero di sondaggi su argomenti più tradizionali come per esempio quelli politici) ma in questi giorni i mercati sembrano dare meno importanza a questo tipo di sondaggi.

I media riportano i dati sulla fiducia come se questi dovessero rappresentare informazioni importanti; qui trovi un articolo di giornale sulla corsa dell’indice della fiducia dei consumatori del Conference Board apparso nel luglio 2007. Sebbene sia sempre difficile prevedere l’economia, gli economisti che credevano che “il rimbalzo nella fiducia suggerisse un’attività economica che avrebbe potuto dare una spinta all’economia nei mesi a venire” hanno fatto una previsione peggiore rispetto agli economisti che hanno ignorato il report.

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Comments

One Response to “Comprendere i dati relativi alla fiducia dei consumatori”

  1. L’agenda dei dati macro americani : Capire il Mercato on Agosto 27th, 2008 13:43

    [...] Michigan (Michigan Sentiment [...]