Understanding the Market

Perché i trader perdono tanti soldi?

Posted on Giugno 24, 2008 • English

Ogni due o tre anni salta fuori la storia di un trader che perde una cifra incredibile di denaro. Solo di recente, c’è stato Jerome Kerviel di Societé Générale, ma ce ne sono stati altri prima di lui. La dimensione di queste perdite è un grande mistero: come può una persona sola perdere 5 miliardi di euro? Nessuno si è accorto che forse c’era un problema, quando Kerviel ha perso il suo primo milardo? Io credo che la risposta a questa domanda sia il cuore della regole del mondo finanziario.I traders sono come i giocatori professionisti nel calcio. I migliori calciatori aiuteranno le loro squadre a vincere il campionato, ed in cambio gli verranno pagati salari incredibili.

Bisogna affrontate molta concorrenza per diventare uno dei migliori giocatori, ed i calciatori utilizzeranno qualsiasi tecnologia possibile (strumenti ed allenamenti) per diventare più veloci e più potenti.

Gli arbitri non vengono pagati così tanto. Mentre il miglior arbitro potrà avere uno stipendio relativamente buono, rispetto ad altri mestieri, sarà comunque nulla rispetto a quello di un giocatore. Ben pochi spettatori decidono se andare o no a vedere la partita in base a chi sarà l’arbitro; mentre molti discuteranno a lungo sulla qualità delle decisioni che l’arbitro ha preso; gli errori arbitrali sono considerati parte del gioco, ed i giocatori intelligenti sfrutteranno le sviste dell’arbitro. Spesso si ha l’impressione che gli arbitri non riescano a prendere decisioni accurate, in parte perché non hanno lo stesso livello di capacità dei giocatori.

I trader, invece che fare goal sul campo, corrono dei rischi per ottenere profitti. Adottano strategie complesse, che combinano modelli ricostruiti al computer ed il loro intuito. Ma le banche pongono dei limiti ai trader, per minimizzare il rischio di gravi perdite. Chi si occupa della gestione e controllo del rischio può essere paragonato ad un arbitro, che dà attuazione ai limiti delle banche. I risk manager, come gli arbitri, sono visti come un male necessario. Quella di controllo e gestione del rischio è spesso vista come un’unità che porta costi, e nessun valore aggiunto all’impresa.

Per quanto non saremo ragionevolmente mai in grado di conoscere tutta la storia di Kerviel (né di Mr. Leeson, trader che perse moltissimo alla Barings Bank), lo schema è abbastanza chiaro. Kerviel conosceva il back office abbastanza bene, poiché aveva iniziato la sua carriera nella sezione della banca che stima le attività dei trader. Kerviel avrebbe dovuto fare piccole scommesse, ma ne voleva fare di più grosse, per mostrare ai suoi superiori la sua abilità. Ha utilizzato la sua conoscenza dei sistemi di accounting della banca per nascondere la dimensione della sua posizione, presumibilmente evitando le normali procedure di controllo.
Qualunque siano i dettagli, è abbastanza chiaro che Kerviel era un passo davanti agli arbitri, che non sono stati capaci (o disposti) di fermarlo finché non ha perso grosse somme, che sono state conseguentemente moltiplicate quando la banca ha cercato di vendere rapidamente le sue posizioni con una perdita più grande.

Non vi è alcuna soluzione certa né per i problemi dell’arbitro né per quelli trader. Le leghe calcistiche vorrebbero spendere dei soldi per migliorare la qualità degli arbitri, ma solo quel che serve perché i tifosi continuino a seguire lo sport, non abbastanza da avere partite perfettamente arbitrate. Le banche devono permettere ai trader creativi di fare affari, altrimenti questi impiegati andrebbero nelle altre imprese (si noti che molti trader hanno già lasciato le tradizionali istituzioni finanziarie per azionisti privati ed hedge funds).
Il rischio è che ogni pochi anni un’istituzione finanziaria scompaia, un rischio che molte istituzioni ritengono accettabile correre.

» Filed Under Mercati

Comments

Comments are closed.